Riqualificazione Energetica

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Oggi tutti gli immobili devono essere classificati in base alle prestazioni energetiche. Tale classificazione avviene grazie all’IPE (indice di Prestazione Energetica) che si desume dall’APE (Attestato di Prestazione Energetica) che studia la struttura e l’impiantistica di un immobile, per determinarne la classe energetica.

Il miglioramento della classe energetica della casa è possibile, se ci si affida a dei professionisti di riqualificazione energetica che sappiano individuare le aree di miglioramento e proporre soluzioni valide e innovative.

Cos’è la riqualificazione energetica?

Per riqualificazione energetica degli edifici si intendono tutte le operazioni, tecnologiche e gestionali, atte al conferimento di una nuova e superiore qualità prestazionale alle costruzioni esistenti dal punto di vista dell’efficienza energetica, volte cioè alla razionalizzazione dei flussi energetici che intercorrono tra sistema edificio (involucro+impianti) e ambiente esterno.

In generale gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono finalizzati a:

  • migliorare il confort degli ambienti interni;
  • contenere i consumi di energia;
  • ridurre le immissioni inquinanti e il relativo impatto sull’ambiente;
  • ottimizzare in modo razionale le risorse, attraverso lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili;
  • ottimizzare la gestione dei servizi energetici.

L’involucro è costituito da tutte quelle parti che dividono l’interno della casa dall’esterno, quindi muri, tetti, pavimenti, infissi e serramenti. Se la trasmittanza termica, ovvero la capacità di far passare il calore, è alta è bene sostituirli con altri più isolanti. Esistono numerose soluzioni in questo senso, ad esmepio le pareti a cappotto, i controsoffitti in cartongesso gli infissi con doppio vetro in alluminio.

Gli impianti da prendere in considerazione sono quelli di riscaldamento, per la produzione dell’acqua calda e di raffrescamento. Optare per una caldaia a condensazione, piuttosto che per una tradizionale; installare il riscaldamento radiante o i pannelli solari consente di avere un grande risparmio in termini energetici ed economici. Per il raffrescamento quando possibile si può scegliere la pompa di calore che sfrutta la bassa entalpia, altrimenti i tradizionali condizionatori, ma di classe A.

La produzione di energia attraverso pannelli fotovoltaici o di acqua calda con i pannelli solari migliora notevolmente la classe energetica di un immobile, oltre a garantire un elevato risparmio energetico. L’investimento da sostenere inizialmente è corposo, ma viene ampiamente ammortizzato nel tempo, oltre a godere degli sgravi fiscali previsti dalla legge.

Detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica

Sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del Dl 63/2013) al 31 dicembre 2013, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, spetta una detrazione del 65%. Le spese sostenute precedentemente fruivano, invece, della detrazione del 55%. Dal 1° gennaio 2014 la detrazione sarà del 36%, cioè quella ordinariamente prevista per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Inoltre, il Dl 63/2013 ha stabilito che per le spese sostenute per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la detrazione del 65% si applica dal 6 giugno 2013 fino al 30 giugno 2014.

La detrazione spetta per le spese sostenute, e rimaste a carico del contribuente (per es. non incentivati dal Comune) per:

  • interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella (i parametri cui far riferimento sono quelli definiti con decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro;
  • interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro. La condizione per fruire dell’agevolazione è che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, in un’apposita tabella (i valori di trasmittanza, validi dal 2008, sono stati definiti con il decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre;
  • l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro;
  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione spetta fino a un valore massimo di 30.000 euro;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro;
  • interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro.

Detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013 (Dl 63/2013), la detrazione Irpef sale al 50% e si calcola su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Il decreto legge 63 del 4 giugno 2013 (entrato in vigore il 6 giugno 2013) ha riconosciuto la detrazione del 50% anche sulle ulteriori spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%