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È vero che, oltre all’Ape, bisogna allegare al contratto anche il libretto di impianto

Ape

È vero che, oltre all’Ape, bisogna allegare al contratto anche il libretto di impianto?

 

 

No. All’attestato di Prestazione energetica (Ape) che, a pena di nullità, va allegato ai contratti di compravendita, donazione e locazione, non deve essere unito il «libretto di impianto»: lo sostiene una nota del consiglio nazionale del Notariato. L’articolo 6, comma 5, del Dlgs 192/2005 (modificato dal Dl 63/2013) dispone che i libretti di impianto «sono allegati» all’attestato di prestazione energetica: l’espressione «allegazione» deve essere intesa nel senso che l’Ape deve essere accompagnato nel tempo dai documenti necessari affinché possa essere verificata una delle condizioni cui è subordinata la validità dell’attestato. Infatti l «libretto di centrale» e il «libretto d’impianto» sono previsti dall’articolo 11 del Dpr 412/1993: devono essere conservati presso l’edificio o l’unità immobiliare in cui è collocato l’impianto termico. Il libretto di impianto è importante, ai fini dell’Ape, perché la validità massima dell’attestato è di dieci anni, e l’Ape va aggiornato a ogni ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessata. La validità decennale dell’Ape è subordinata al rispetto delle prescrizioni per i controlli di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell’edificio. In caso di mancato rispetto di queste norme l’attestato decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza (prevista appunto nel “libretto”) non rispettata. Occorre pertanto distinguere tra l’esemplare dell’Ape da consegnare all’acquirente o al conduttore, che va accompagnato da una copia del “libretto”, e l’esemplare destinato ad essere allegato al contratto, che invece può essere privo del “libretto”.

 

 

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