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Compravendite senza APE punite con 500 euro di multa.

Ape

15/11/2013 – È stata rinviata l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Collegato Sviluppo al ddl di Stabilità per il 2014. In base al testo, che ha solo iniziato ad essere esaminato, le compravendite senza Attestato di Prestazione Energetica (APE) saranno punite con una multa da 500 euro e non più con la nullità del contratto.

 

La bozza propone di alleggerire l’obbligo, introdotto dal DL Ecobonus 63/2013, di allegare l’APE non solo ai contratti di compravendita e affitto, ma anche a quelli di cessione a titolo gratuito degli immobili.

Come spiegato nella relazione illustrativa, l’obbligo è considerato troppo severo e in contrasto con la Direttivaeuropea 2010/31/Ue sulla prestazione energetica in edilizia, che chiede che sia allegato l’attestato di prestazione energetica solo in caso di compravendita e affitto.

Il Collegato Sviluppo elimina quindi l’obbligo di allegare l’APE agli atti di trasferimento a titolo gratuito e, nel caso dei contratti di compravendita e locazione, sostituisce la nullità con una multa da 500 euro.

La proposta di semplificazione del Collegato Sviluppo mira alla ripresa del mercato delle compravendite e delle locazioni e si basa sull’intenzione di rendere più agevoli gli adempimenti sulla certificazione energetica degli edifici manifestata già a settembre, quando il Ministero dello Sviluppo Economico ha anticipato delle proposte che dovevano confluire nel Decreto del Fare 2. Dato che il decreto è rimasto lettera morta, le misure sono confluite nel collegato alla legge di Stabilità.

Le reazioni degli addetti ai lavori
Se da una parte le proposte sono pensate per introdurre delle semplificazioni, dall’altra alcuni professionisti hanno mostrato scontento per un contesto normativo in continua evoluzione, che non offre certezze.

Molti progettisti lamentano di aver sostenuto le spese per l’acquisto dei software utili alla redazione dell’Ape proprio in virtù della sua obbligatorietà.

Diritti edificatori a garanzia dei prestiti
Rispetto alla versione circolata nei giorni scorsi, è stata stralciata dal testo la possibilità di costituire vincoli ipotecari sui diritti edificatori, proposta per usare i diritti edificatori come garanzia sui prestiti e permettere alle imprese di costruzione un più facile accesso al credito.

 

 

 

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