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L’ecobonus esteso anche a frigo, lavastoviglie, lavatrici, caldaie e pompe di calore

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Sgravi anche per frigo, lavastoviglie e lavatrici, oltre a caldaie e pompe di calore. L’aula del Senato ha dato il via libera con 251 sì al decreto legge che prevede l’ecobonus al 65% per il risparmio energetico degli edifici e la proroga alla fine dell’anno del bonus del 50% sulle ristrutturazioni edilizie entro il tetto di 96mila euro. Fra le novità approvate da Palazzo Madama, l’estensione del bonus “mobili” entro il limite di 10mila euro ai «grandi elettrodomestici» (frigo, lavatrice, lavastoviglie): l’agevolazione, solo per chi effettua anche lavori, vale per 10.000 euro di spesa che si aggiungono ai 96.000 euro del tetto già previsto per gli incentivi. Inclusione fra gli sgravi anche delle spese per impianti di riscaldamento (con condizionatori o serviti da caldaie) nonché scaldabagni a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Ora il provvedimento passa alla Camera. Ecco nel dettaglio le novità

L’estensione dell’ecobonus del 65%

Esteso anche agli impianti di riscaldamento a pompe di calore – serviti da caldaie o realizzati con condizionatori – l’ecobonus fiscale del 65%. L’Aula ha infatti approvato un emendamento che elimina la preclusione prima prevista dalla legge proprio per questa tipologia di impianti. L’emendamento, annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari, fa riferimento all’articolo 14 del decreto, e prevede un onere di 200mila euro per il 2014, 2 milioni per il 2015 e 1,5 milioni per il 2016. La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa a una sorgente a temperatura più alta o viceversa, utilizzando differenti forme di energia, generalmente elettrica.

 

Per i grandi elettrodomestici detrazione del 50%

Ora i grandi elettrodomestici potranno usufruire della detrazione del 50% dell’importo speso così come previsto per i mobili, per una spesa di 10.000 euro fino a tutto il 2013. Il governo ha tolto la dicitura che rendeva esplicito l’intervento per gli elettrodomestici «a libera istallazione» ma lo sconto, ad una prima lettura, non è limitato ai soli elettrodomestici da incasso, bensì ai «grandi elettrodomestici». Questi, inoltre, dovranno però avere almeno un consumo energetico di classe A+ (A per i forni). Il cambio di formulazione, poi, ha poi reso «aggiuntiva» rispetto al tetto dei 96.000 euro previsti per i lavori di ristrutturazione, la somma di 10.000 euro di spesa (e quindi di 5.000 euro di sconto da spalmare in 10 anni) che potrà essere utilizzata per l’acquisto di mobili o degli elettrodomestici cosiddetti “bianchi”.

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