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Detrazioni edilizie, modifiche nella proroga per dare più sviluppo

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Arriverà con il Consiglio dei Ministri di domani l’ok alla proroga delle detrazioni per il 50% e per il 55%. Il viceministro all’Economia Stefano Fassina intervenuto alla Camera ha assicurato la disponibilità della copertura finanziaria per la seconda metà del 2013 sollevando però perplessità per gli anni successivi.

I 400 milioni necessari per il secondo semestre 2013 si cercherà di gestirli al meglio. 100 serviranno per il 55% e 300 per la proroga delle detrazioni del 50%. Proprio su questo fronte si stanno aprendo delle ipotesi e se ne discuterà in Commissione Finanze. C’è chi vorrebbe estenderla anche agli arredi, magari limitando l’incentivo alle giovani coppie e riportando il tetto di spesa a 48.000 euro, e chi come il presidente di Confindustria Squinzi spinge per una proposta shock alzandola al 70%.

Sul fronte della detrazione del 55% ci sono le ipotesi del ministero dello Sviluppo che vorrebbe un rapido decollo del Conto Termico per trasferire su questo capo di spesa alcuni interventi, ma Coaer (associazione italiana produttori di macchine e componenti aeraulici), ed Assotermica hanno già sollevato le difficoltà di avvio del Conto Termico.

Anche le casse dello Stato hanno beneficiato: saldo attivo per 17 mld
A oggi, al netto quindi delle detrazioni ancora da inserire nelle prossime dichiarazioni dei redditi, non solo il sistema Paese ma anche le casse statali – si legge in una nota della Cna – hanno guadagnato dai provvedimenti incentivanti. Se, infatti, al mancato gettito fin qui sostenuto, pari a 31,7 miliardi, si aggiunge la posta positiva delle diverse entrate (Iva per lavori, materiali, spese tecniche; Ires per imprese e tecnici; Irpef e oneri sociali sulle attività dei lavoratori e dall’emersione in nero; ricadute sull’economia) pari a 49,5 miliardi, emerge che, al 2012, il saldo per lo Stato diventa attivo per circa 17 miliardi.

Lo stop alle detrazioni costerebbe allo Stato 2 mld all’anno

Certo, se si calcolano i ratei a valere su interventi già effettuati e che saranno portati in detrazione nei prossimi anni fiscali, il saldo potenziale per l’erario risulta negativo per 3,5 miliardi. Ma questo accadrebbe soltanto nel caso in cui si annullassero completamente, fin da luglio 2013, i provvedimenti di incentivazione e, di conseguenza, non si potesse più contare sui gettiti aggiuntivi provenienti dalla produzione e dal lavoro sospinti dalle agevolazioni. In sostanza, gli incentivi fiscali – prosegue la nota – hanno garantito allo Stato oltre un miliardo di “utili” all’anno a partire dal 1998, ma se le detrazioni dovessero arrestarsi il 30 giugno, nei prossimi nove anni lo Stato dovrebbe sostenere una spesa di circa due miliardi all’anno.

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