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Pompe di Calore a rischio nella proroga del 55%

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el difficile compito di trovare le risorse per la proroga della detrazione del 55% una delle ipotesi avanzate dal ministero dello Sviluppo economico è quella di sospendere dalla detrazione quegli interventi che già godrebbero di altre forme di incentivi, come quelli per il conto termico. Solare, biomasse e pompe di calore si troverebbero così a poter beneficiare solo del Conto Termico che sta cominciando ad essere compreso dal mercato privato e pubblico.

Tuttavia, se per biomasse e solare termico gli incentivi si avvicinano ad una quota di circa il 40% dell’investimento, come dichiarato dalle anticipazione del ministero, per le pompe di calore ad oggi non sembra che l’incentivo sia significativo.

POMPE DI CALORE INCENTIVATE AL MASSIMO PER IL 20%. Aicarr (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscardamento e Refrigerazione) evidenzia come malgrado le buone intenzioni, i risultati siano molto deludenti, per le tecnologie più evolute.
Infatti, osserva l’Associazione, gli incentivi per le pompe di calore sono molto bassi, difficilmente superiori a un 10-20% del costo sostenuto dall’utente finale. In particolare, sono molto penalizzate sia le utenze residenziali autonome, con potenze installate intorno a 5-7 kWt, sia soprattutto le utenze con potenze installate intorno a 40-100 kWt. Nel primo caso gli incentivi annuali sono dell’ordine di qualche centinaio di euro e in taluni casi addirittura inferiori al costo della documentazione richiesta, nel secondo spesso sono irrisori rispetto al costo dell’impianto.

Inoltre, la formula adottata per il calcolo degli incentivi per le pompe di calore considera il valore nominale del COP e non quello medio stagionale (SCOP), che è più indicativo del funzionamento reale, generalmente più alto, e che permette di non tener conto del valore di temperatura di bulbo secco all’entrata di -7°C per tutte le tipologie di macchine con fonte aria, che è un dato non significativo.
Infine, la stessa formula premia in ogni caso poco l’eccellenza: per esempio, per le pompe di calore acqua-aria un aumento del COP da 4,1 a 5,1 (che rappresenta una scelta tecnologicamente avanzata e comporta investimenti elevati) determina un aumento degli incentivi solo del 6,3%.

COAER: SI PENALIZZANO LE TECNOLOGIE PIù INNOVATIVE. Anche Co.Aer, Associazione Costruttori apparecchiature ed impianti per la climatizzazione e pompe di calore, federata ad ANIMA, richiama l’attenzione del Governo “Non abbiamo alcuna garanzia che il conto energia termico possa supportare il manifatturiero italiano delle pompe di calore– dichiara Bruno Bellò, Presidente Co.Aer – Rischiamo un “effetto esodati” anche per le nostre tecnologie più efficienti e innovative. Le motivazioni principali sono la scarsa remunerabilità, la non operatività ad oggi e la mancanza di una tariffa elettrica del conto energia termico. Al momento lo strumento esiste ma non è applicabile né preventivabili i benefici per chi installa tali tecnologie – conclude Bellò – La richiesta esplicita degli imprenditori è che i due sistemi di incentivazione coesistano almeno fino a quando non sarà attivo ed efficiente il conto energia termico perciò almeno fino al 31 dicembre 2013″.

FONTE

 

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